Da qui

Vivo in un posto dove tutto quello che accade
sembra accadere per caso
Una strada attraversa il paese
Il paese è quella strada
Nessuno ha scelto di vivere qui
Ma c’è qualcosa che ci trattiene
Perché anche se non c’è amore
A volte
A volte c’è qualcos’altro
(Da qui – Massimo Volume)

Nell’ultimo anno sono fuggita così in fretta che non ho potuto nemmeno partecipare alla mia cerimonia di addio, assistere al funerale di quello che ero, ammirare le lacrime altrui che celebravano la mia dipartita. Non ho potuto voltarmi indietro per capire se stessi ancora seguendo una strada, da qualche parte. Tutto troppo veloce, in un ritmo sincopato che non ha concesso l’analisi delle scelte, la selezione dei ricordi, la riappacificazione con i demoni. Ho agito ad occhi chiusi, per quella che credevo necessità di sopravvivenza, chiudendo valigie, porte, parole senza dare spiegazioni, in una sequenza di atti meccanici così definitivi, così insensati, così proiettati verso qualcosa che non avevo deciso, ma che mi era indispensabile che ora, ora che tento timidamente di provarci, ora fatico a respirare.

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