Urania e Pandemia

I miei genitori mi hanno dato tanto, con il loro esempio mi hanno fatto capire come voglio vivere, su quali basi costruire il mio futuro: l’onestà, la dignità del lavoro, i valori sociali, la consapevolezza politica, la necessità dell’informazione, lo spirito di sacrificio e la solidità di una famiglia. Elementi importanti, imprescindibili; devo loro tutto.
Mi hanno insegnato a vivere, sì, ma ahimé, non a vivere bene.
Tutto quello che può essere considerato un balsamo per le difficoltà del quotidiano non mi è stato trasmesso. Sembrerà un paradosso, ma i piaceri della vita me li sono dovuta guadagnare tutti col sudore della fronte. Ogni libro, ogni disco, ogni quadro che mi ha emozionato e fatto commuovere in quasi trent’anni di vita l’ho scoperto in totale autonomia, spinta dalla mia personale curiosità, dalla mia intima necessità di alleviare i piccoli e i grandi dolori con qualcosa che fosse altro, qualcosa che mi mostrasse un regno di bellezza, dove la realtà si ricostruisse su orizzonti di sogno, di speranza, di pace e tumulto dell’anima. Ho imparato che può esistere un giardino segreto in cui fuggire quando la meschinità del presente è troppo pesante da sopportare. Ho scoperto col tempo che ci si può strappare un sorriso anche attraverso piccoli e grandi gesti superflui a cui non sono stata abituata, come cucinare un dolce per colazione o truccarsi con più attenzione. Per coccolarsi e donarsi una goccia di buon umore che poi ci verrà restituita. O come comprare un paio di scarpe chiaramente immettibili per il puro gusto di vederle ai piedi o un biglietto aereo per respirare l’aria fredda di una città nuova anche solo per un paio di giorni.
Senza sentirsi in colpa.
Educandosi piano piano al lusso.
Un lusso fatto non di soldi, ma di bellezza, che è solo un’altra faccia dell’amore.

O Musa, dimmi le opere di Afrodite d’oro,
dea di Cipro, che infonde il dolce desiderio negli dei
e domina le stirpi degli uomini mortali,
e gli uccelli che volano nel cielo, e tutti gli animali,
quanti, innumerevoli, nutre la terra, e quanti il mare:
tutti hanno nel cuore le opere di Citerea dalla bella corona.

10 thoughts on “Urania e Pandemia

  1. i miei mi hanno educata sulle basi del più rigido rigore calvinista. il beruf weberiano come segno di predestinazione. la morigeratezza (se non severità) dei costumi come weltanshauung.la cosa mi ha regalato una certa connaturata frutrazione, mi chiedo come mai.e tu, dov'è che vai, cara diva? :-)

  2. Di più:Che vita mai, che gioia senza AFRODITE d'oro? Ch'io sia morto quando più non mi stiano a cuore l'amore segreto, i dolci doni e il letto: questi sono i fiori della giovinezza, desiderabili per gli uomini e le donne. […]Mimnermo

  3. Siamo tutti sulla stessa barca: i miei, abituati a vivere nel profondo nord non hanno fatto altro che lavorare, per tutta la vita, dentro e fuori casa, tentando di convincermi che "il lavoro nobilita l'uomo", solo quello.Io credo che ciò che nobilita l'uomo sia la cultura, ma questa è un'altra storia. Complimenti, bella analisi.Sue

  4. @Sun: io veramente non lo so dove vado. so come ci vado però: alla cieca. ma sono in pms e quindi straparlo, comprendimi. i tuoi ti avranno anche fatta crescere come una spartana, ma cucini una pasta al forno che levati! :)@Encre: aaah i classici! che meraviglia.@chattino: fatti coccolare!! :)@Sue: una certa operosità me l'hanno inculcata, sì, ma non il mito del lavoro tipicamente padano. più che altro la dignità che qualunque lavoro onesto porta con sé. e apprezzano la cultura, ma, di umili origini, non hanno mai avuto né modo né tempo per ricercarla. in casa mia sono sempre entrati giornali e quotidiani, ma mai un disco. mai la leggerezza. tutto qui.

  5. Ah, quei sensi di colpa, se li conosco anch'io che padano non sono -né calvinista né educato all'operosità spartana (semmai infaggottato di cultura cultura cultura, devi studiare, leggere, conoscere la storia dell'arte, la filosofia, la storia, vedere i film giusti, ascoltare la grande musica, ma non sia detto mai che tu debba anche godere della vita).

  6. educarsi al lusso di non sentire il senso di colpa. una sfida continua. concedersi poche ora solo per se e difenderle con le unghie. come comprendo…poi quando inizi a riuscirci, però, ti senti così vicina a Qualcosa di più grand edi te che Stendhal era un principiante, eh?!

  7. "i piaceri della vita me li sono dovuta guadagnare tutti col sudore della fronte"E in questo modo sono ancora più piacevoli.Stamattina ho fatto colazione con i biscotti preparati ieri sera. Ed è già una splendida giornata.

  8. Alla decilma riga avevo creduto di leggere "peli" superflui, e già ti stavo per offrire il mio silkepil. Che il pelo fatto in casa, oltre al sudore della fronte e il soffrire per il se bella vuoi apparire, insomma ce le ha tutte.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s