Di latitudini e altitudini

Pensieri vari in sequenza logica deprecabile.

Nelle ultime settimane ho fatto cose e ho visto gente.
Ho sorriso molto e mi sono lasciata travolgere da occhi e volti prima sconosciuti, da città viste da altre prospettive, da ritorni malinconici, da treni e autostrade per l’Italia. E da motorini sfreccianti su Corso Buenos Aires, già.

Ho imparato che il rosso mi dona e potrei anche smetterla di scegliere gli abiti in base al colore della tappezzeria per rendermi il più invisibile possibile, che riesco a stare sui tacchi per circa sei ore e ballarci pure, ma solo sulle note di Marcella Bella, su quelle dei Rage Against the Machine devo ancora provare; che, coi tempi giusti, posso anche finire un’intera costoletta alla milanese grande quanto il piatto da portata su cui viene servita. Ah, e ho imparato che i moscerini quelli piccoli piccoli quando stanno tutti in un unico enorme sciame, ecco quei moscerini piccoli piccoli stanno facendo l’amore. Non li disturberò più, lo giuro.

Poi.

Poi ho capito che essere alti è meglio perché puoi vederti i concerti tranquilla tranquilla, dal fondo, sorseggiando spuma, mentre se sei basso non vedi niente e per quello che ne sai il cantante dei Pixies si è fatto crescere i dreadlocks, ma poi vedi i video su Youtube e no, è ancora pelato come te lo ricordavi. Essere alti è meglio, dicevo, perché riesci ad arrivare anche allo scaffale più stronzo della cucina e puoi metterti le ballerine senza sembrare un tronco di baobab in plastica, perché respiri l’aria più pulita e guardi tutto da un’altra prospettiva e i problemi sono più lontani e la tua stessa vita, quella che fai rasoterra, sembra più affrontabile. Penso sia una questione di altitudine, di ossigenazione dei tessuti. Si è come più euforici. Ma a me basterebbe farmi una canna ogni tanto, dico io, mica si può star sempre issate su tacco 12.

Essere alti, sì.
Ma soprattuto essere altrove.
In quell’altrove in cui sono stata io per un po’ dove è tutto familiare e accogliente e indimenticabile.
È meraviglioso smarrirsi in altre latitudini, dovreste provare.

11 thoughts on “Di latitudini e altitudini

  1. @Crimilda: ho scoperto una milano bellissima e piena di vita, ma forse perché avevo parcheggiato davanti agli occhi un enorme Love Boat.@Wol: eh, le moscerins…dovremmo imitarli di più, sanno cosa rende la vita meritevole di essere vissuta.(ieri al parco ci sono passata in mezzo. credo di averne ingoiati un paio nel bel mezzo del loro orgasmo collettivo.)

  2. bello sapere di essere stata parte di quell'altrove :)(quanto all'altezza,  talvolta vedere f.black non vale la candela, e sono i momenti in cui vuoi mimetizzarti e invece spunti di quei 5-10 cm di troppo…)sun

  3. @Encre: non ci pensare, va tutto bene, tuuuutto bene. :*@stefanone: no, in realtà questa non è la mia normal life, questa è stato uno spiraglio di luce che mi ha regalato la "vita virtuale". aria purissima che nella vita normale non si respira.@Sun: tu sei stata parte importantissima. soprattutto per le canzoni tristi cantate in macchina e per le sigarette da confidenza in autogrill. (sei la mia donna da concerto preferita)@mami: i moscerini da ora sapranno strapparmi un sorriso.

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