L’avvelenata

Ma se io avessi previsto tutto questo (dati causa e pretesto), le attuali conclusioni, credete che avrei scelto di studiare Beni Culturali?
No, stronzi, non l’avrei fatto, ovvio.
E mi chiedo ora dove stessi guardando, a che cazzo stessi pensando quando ho scelto con cura di perseverare in tutte le mie cazzate con cecità e incoscienza, vivendo alla giornata, accettando soluzioni alla meno peggio, alla “vediamo come va” o “è sempre esperienza”. Un ubriaco nella nebbia avrebbe capito prima che quello contro cui stavo correndo era una muraglia di granito e cocci di vetro.
Mi è mancata la visione d’insieme. E la visione d’insieme è un paese che lascia crollare Pompei, che la cultura non si mangia, che non capisce che quelle quattro pietre inutili o quelle tele tagliate che le sapevo fare anche io non delocalizzano la produzione in Serbia.
Forse lo sapevo, ma non volevo crederci fino in fondo. C’è stato un attimo in cui ci ho quasi sperato e ci ho anche provato, ma ora mi si è piantata una scheggia in gola e, scusatemi, non posso più respirare.

Intendiamoci: se ho 30 anni e un curriculum che può servire al massimo per pulire i set di qualche porno slovacco di serie B è solo colpa mia, ma auguro sinceramente a Bondi, Sgarbi, Tremonti e ogni singolo stronzo che ha contribuito a distruggermi il futuro di passare su quel set pulito male, scivolare e frantumarsi quella inutile testa di cazzo.

14 thoughts on “L’avvelenata

  1. Non ti preoccupare, a 37 anni non sto messo meglio, ho studiato una cosa e ne faccio un'altra, completamente allo sbaraglio con un CV risibile. E' l'arte di arrangiarsi, è la normalità.

  2. Quello per cui hai studiato ti servirà per sempre.
    Ha significato una parentesi della tua vita.
    Ci sono molte persone che lavorano e fanno il proprio percorso culturale ( nel senso di seguire una propria vocazione) dopo aver fatto quello professionale.
    Mettila cosi.
    Tu hai fatto il percorso culturale ( la formazione, il piacere di perseguire ciò che ti piace), prima di fare quello professionale ( quello che ti permette di dare da mangiare ai tuoi figli, di andare a convivere e darti la possibilità di renderti indipendente).

    Non credo che mio nonno fosse contento di fare lo scariolante per costruire gli argini dei fiumi.
    Ma credo che fosse contento perchè in questo modo riusciva a dare un futuro alla sua famiglia.
    Gli anni dopo la guerra non erano diversi da questi.
    Di diverso c’è solo la voglia di vincere e di non lasciarsi andare al lamento.
    O forse il fatto che il mio e forse il tuo nonno, non avevano alternativa.

    E quando pensi al curriculum risibile, o alle tue esperienze di lavoro simili a quelli di tanti precari, non lasciarti fottere dal principio del lamento o della vita di merda. Pensa a quanti un posto l’hanno trovato. Perchè se è vero che ci sono tanti disoccupati, è anche vero che di occupati ce ne sono tanti.
    Magari non fanno quello che gli piace.
    Ma come il mio nonno sono contenti perchè portano a casa il pane.
    In tempi come questi, TUTTI, siamo costretti ad abbassare il livello delle nostre aspettative. Probabilmente le aspettative che avevamo erano forse un pò al di sopra della realtà.
    Ma questo non ci deve fare incazzare. Perchè la rabbia è un fattore bloccante dell’azione.
    Deve piuttosto farci ragionare. Nel senso di attivarci per trovare soluzioni.
    Qualunque esse siano.
    E se il mercato offre la raccolta delle patate o dei pomodori, beh allora si va li. Anche se abbiamo 3 lauree e 2 master.
    Se bisogna pulire scale o stirare camicie„ beh allora si farà quello.
    Quando nasci nessuno ti promette il futuro.
    Nessuno te lo regala.
    Lo so. E’ più facile incazzarsi con il sistema.
    Ma è proprio il sistema che ti fa vedere che ci sono persone che ce la fanno.
    E non sono tutte veline o figli di….
    Per cui vale la regola del qualunque cosa è meglio di niente.
    E se anche quel qualcosa fosse veramente avvilente ( come portare cariole di terra lungo un argine per tutto il giorno ), sarà comunque meglio di rimanere in casa a guardare fuori.
    In attesa che qualcuno si interessi al nostro futuro.
    Perchè se non te per te, Chi per te?

  3. Faccio un piccolo disclaimer: certo nel mondo dei sogni vorrei vivere in un paese che valorizza e dà spazio allla cultura e all'arte, ma non ce l'ho con il sistema, contro la società, i politici brutti e cattivi o i figli di papà. Ce l'ho solo con me stessa. Per non aver capito, per non aver saputo scegliere al momento giusto, per non aver osato di più quando potevo. Per non essere stata io per prima all'altezza delle mie aspettative. Per essermi scoperta mediocre e per compiuto tutta una serie di microscopici errori di cui ora devo pagare il conto. E non pensavo sarebbe stato così salato.

  4. Non te lo sei rubata da sola.
    Sono solo cambiate le condizioni.
    Niente di più.
    Quello che hai. Quello che sei, lo sarai per sempre.
    E quello che sai ti troverai ad applicarlo in qualunque settore ti troverai a lavorare.
    Per cui il problema non è il lavoro.
    Ma l'accettare che le cose sono cambiate e adeguarsi in fretta.
    Non è facile. Anzi.
    Ma non abbiamo alternative.

  5. se tu avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni…
    avresti scritto canzoni.
    e io pure
    e avremmo fatto meglio. di certo avremmo avuto più chance  che con una laurea umanistica
    (io almeno ho un falsetto flautatissimo. non so tu…)

    un abbraccio
    sun

  6. No, non siamo costretti ad abbassare le nostre aspettative. Dobbiamo darci da fare, imparare, sacrificare, cercare, partire.
    Siamo viziati. Privilegiati. Con il lusso del tempo d'introspezione, e lo spreco del tempo della lamentela.
    Alzare il culo dalla sedia. Ora. Su.

  7. Anonimo (ma firmarsi perché non se lo ricorda nessuno?)
    Nemmeno una singola tua parola mi trova d'accordo.
    Ma sono così stanca, così senza forze, che non ho più voglia nemmeno di argomentare.

  8. Ehilà! Vorrei avvisarti che la ridente Provincia autonoma di Trento (che hai avuto modo di conoscere e apprezzare :-)) bandisce concorsi che credo ti possano interessare.
    Prova ad informarti, c'è un articolo su "Il Trentino" di oggi: http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/

    ciao mariatn

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