Rese

Se fossi un maschio farei come nei libri che leggo sull’autobus e macchio con lacrime di mascara: mi ubriacherei e senza nemmeno fasciarmi le mani prenderei a cazzotti un muro, devasterei stanze e provocherei sconosciuti per il gusto di menar le mani. Salirei su un ring, respirerei l’odore amaro dell’adrenalina, del sudore e del sangue per sciogliere il buio.
Farei spazio alla ferocia.

Ma sono femmina, porto un anello al pollice che non tolgo mai, un anello che mi spezzerebbe le dita se lo togliessi. Sono femmina e mi faccio sorprendere mentre guardo una cosa a cui non so dare un nome che ogni tanto viene a ruggire alla bocca dello stomaco, quasi volesse ingoiarsi il cuore. Una rabbia, una desolazione che non so come usare, rimane lì a fremere, indecisa se esplodere o – semplicemente – spegnersi.
Vorrei urlare, ma non so come si fa, non me l’hanno insegnato.

Se fossi un maschio forse saprei come sfamare lo squalo, come lasciarlo andare a caccia e placare finalmente questi morsi.

Ma sono femmina, sono femmina e non riesco a fare niente.

Posso solo continuare.

7 thoughts on “Rese

  1. …se tu fossi un maschio, come io lo sono, forse saresti solo preda di una cieca rabbia e ferocia che ti porta a distruggere tutto ciò che di bello e buono hai, senza averlo mai compreso e saresti dunque vittima delle tue meschine pulsioni, legato a questo gioco perverso che ti spinge sempre più in basso verso l’annichilazione, patetico ed inutile, triste e senza redenzione.

  2. fatti una bella sudata. vai a correre, eleimina tossine. o bevi molto tè e fai tanta pipì.
    contro la rabbia nessuno è bravo e non esistono mezze misure.

  3. quante volte da piccolo mi son sentito dire che i sentimenti bisognava nasconderli, mai piangere, mai trovare le parole per esprimere la rabbia, la delusione, la collera. ..bisognava chiudere tutto dentro se stessi… poi da grandi scoprire questa forza negativa dentro, quella che ti faceva distruggere le cose che amavi e (come dice bene Inquieto) infine ti rende solo patetico…
    non so cosa sia meglio, donna o uomo siamo sempre soli ed indifesi in questi casi…
    buona fortuna e coraggio, sandro

  4. conosco perfettamente quella sensazione, quella forza apparentemente incontrollabile che talvolta divampa dentro di noi. E quando l’ho lasciata fare non mi ha mai portato da nessuna parte. Forse subito dopo lo sfogo ci si sente liberati, ma è una questione di attimi. Poi ci si rende conto di aver distrutto delle cose che si amano o anche peggio delle relazioni importanti. Ci si rende conto che non è servito a nulla, che l’obiettivo eravamo noi stessi. Che l’unica cosa che si può fare quando ci si stracciona per terra è rialzarsi, controllare i danni, darsi una ripulita e capire il perchè per cercare di evitare di ricadere.
    A me personalmente aiuta andare sulla battigia o sugli scogli, in un posto isolato, ad ascoltare il rumore del mare. E quando l’incendio è molto esteso allora ho bisogno di camminare fino a sfiancarmi. A quel punto riesco a vedere il perchè e riesco infine a perdonarmi. Anche se mi sto un po’ sulle balle per essere caduto.

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